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L'emozione dei COLORI nell'arte

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© Courtesy of GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
March 14th - July 23rd
Opening: March 14th 10:00 AM - 7:30 PM
ARTISTS

QUICK FACTS
WEBSITE:  
http://www.gamtorino.it/en/
EMAIL:  
gam@fondazionetorinomusei.it
PHONE:  
+39 011 442 9518
OPEN HOURS:  
Tue-Wed, Fri--Sun 10-7.30; Thu 10 a.m.-10.30 p.m.

DESCRIPTION

Drafted by Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Beccaria, Elena Volpato, Elif Kamisli

Scientific consultation by Vittorio Gallese, Michael Taussig

“For as long as we live, we’re alive. Color is life.”

(Etel Adnan, September 29, 2016)

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea

March 14 – July 23, 2017

Press preview and opening: Monday, March 13, 2017

The exhibition L’emozione dei COLORI nell’arte will be presented in the Manica Lunga of the Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea and at the GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea of Turin. The public display includes an extraordinary collection of over 400 works by 125 artists and other practitioners from around the world, dating from the late 17th century to today.

“Over the past century, numerous exhibitions on color have been organized, starting from perception theories that became popular in the 1960s. This type of approach is derived from a universalistic notion of perception and its presumed objective value, quite distant from today’s awareness of the complexity of meanings inherent to color which is closer to Goethe than to Newton,” states Carolyn Christov-Bakargiev.

The exhibition investigates the use of color in art through artistic movements and research that stand apart from canonical histories on color and abstraction, with multiple accounts relating to memory, politics, spirituality, storytelling, psychology and synesthesia. Artworks come from museum collections such as the Reina Sofia in Madrid, MNAM Centre Georges Pompidou in Paris, Paul Klee Zentrum in Bern, Munchmuseet in Oslo, Stedelijk Museum in Amsterdam, Tate Britain in London, and the Dia Foundation in New York, as well as from the collections of both the GAM-Torino and the Castello di Rivoli, and numerous private collections.

The precedents of modern abstract art are investigated through works by the followers of Hindu Tantric art (17th century) and the Theosophists (19th century) who used forms-color as sources for meditating and the immaterial transmission of thought. The starting point of theosophical abstraction is tied to the story of Annie Besant (1847–1933), who, circa 1904, wrote, “…to paint in earth’s dull colors the forms clothed in the living light of other worlds is a hard and thankless task; so much the more gratitude is due to those who have attempted it. They needed colored fire, and had only ground earths.”

By analyzing the different color theories that gradually took shape in the turbulent socio-political context that characterized the 20th century, L’emozione dei COLORI nell’arte reflects on a perspective that considers light, its vibrations and the world of emotions, while challenging the standardization of the use of color in the modern age (synthetic colors) and the digital era (RGB colors offered by various online palettes), a leveling that considerably reduces our ability to distinguish colors in the real world.

The group exhibition covers the history, inventions, experience and use of color in modern and contemporary Western art and non-Western cultures present in today’s world. Through a multitude of accounts and presentations of important works of art, the use of color from various points of view is explored, including philosophical, biological, anthropological and neuroscientific perspectives.

The neuroscientist Vittorio Gallese, who along with Giacomo Rizzolati discovered mirror neurons, reflects on the emotional response not only to experienced actions but also to those only observed in an artwork, with particular attention to the relationship between the perception of colors “by subtractions” embodied in real paintings and the experience of reproduced images on screens where artworks are experienced through light. During the exhibition, a neuroscientific study lab will interact with visitors to the exhibition.


A cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Beccaria, Elena Volpato, Elif Kamisli
Consulenza scientifica di Vittorio Gallese e Michael Taussig

“Finché siamo vivi, siamo vivi. Il colore è la vita.”
(Etel Adnan, 29 settembre 2016)

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea - ACQUISTA BIGLIETTI ONLINE PER LA SEDE GAM

La mostra L’emozione dei COLORI nell’arte è presentata nella Manica Lunga del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e nelle sale della GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, con l’esposizione di una straordinaria raccolta di 400 opere d’arte realizzate da oltre 125 artisti provenienti da tutto il mondo che datano dalla fine del Settecento al presente.

La mostra collettiva ripercorre la storia, le invenzioni, l’esperienza e l’uso del colore nell’arte moderna e contemporanea occidentale, nelle culture non occidentali e nelle culture indigene presenti nel mondo oggi. Attraverso una molteplicità di racconti e presentazioni di opere d’arte importanti, si affronta l’uso del colore da svariati punti di vista, tra i quali quello filosofico, biologico, quello antropologico e quello neuroscientifico.

Durante il secolo scorso sono state organizzate numerose mostre sul colore a partire dalle teorie della percezione divenute popolari negli anni Sessanta. Quel tipo di approccio discende da una nozione universalistica della percezione e da una sua pretesa valenza oggettiva, molto distante dalla consapevolezza odierna della complessità di significati racchiusa nel colore”, afferma Carolyn Christov-Bakargiev.

La mostra indaga l’utilizzo del colore nell’arte dando conto di movimenti e ricerche artistiche che si discostano dalle storie canoniche sul colore e l’astrazione, attraverso molteplici narrazioni che si ricollegano alla memoria, alla spiritualità, alla politica, alla psicologia e alla sinestesia. Le opere provengono dalle collezioni di musei quali il Reina Sofia di Madrid, il MNAM Centre Georges Pompidou di Parigi, il Paul Klee Zentrum di Berna, il Munchmuseet di Oslo, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la Tate Britain di Londra, la Dia Foundation di New York, la AGNSW Art Gallery of New South Wales di Sydney, oltre che dai due musei GAM-Torino e Castello di Rivoli e da numerose collezioni private.

I precedenti dell’arte astratta moderna sono indagati attraverso opere dei seguaci Hindu Tantra (XVIII secolo) e dei Teosofisti (XIX secolo) che utilizzavano le forme-colore come fonti per la meditazione e la trasmissione immateriale del pensiero. Il punto di avvio nell’astrazione teosofica è legato alle ricerche di Annie Besant (1847-1933), la quale scrisse attorno al 1904, “dipingere le forme vestite dalla luce di altri mondi con i colori ottusi della terra è un compito arduo; esprimiamo gratitudine a chi ha tentato di farlo. Avrebbero bisogno di fuoco colorato, ma hanno solo pigmenti e terre a disposizione”.

Alla fine del Settecento, Isaac Newton scopre che i colori che vediamo corrispondono a specifiche e oggettive onde elettromagnetiche non assorbite da materiali. Johann Wolfgang von Goethe, che pubblica nel 1810 la sua Zur Farbenlehre (La teoria dei colori) si oppone a Newton, affermando che i colori sono prodotti dalla mente e non oggettivi. Goethe scopre il fenomeno degli Afterimage colors (il fatto che l’occhio umano percepisce come immagine residua il colore complementare a un colore osservato con persistenza su di una superficie bianca). All’epoca prevalse la teoria di Newton. L’Ottocento è anche il secolo del grande sviluppo della chimica e della scoperta dei colori sintetici derivati dal catrame di carbone. Nell’Ottocento e Novecento si sviluppa la standardizzazione industriale dei colori con i vari codici RAL e Pantone.

Gli artisti reagiscono con sfumature, esperienze sinestetiche, spirituali e psichedeliche del colore, oppure ironizzano sui codici e gli standard con un impulso profondamente libertario. Con il relativismo culturale che caratterizza l’epoca attuale e attraverso le recenti ricerche neuroscientifiche, si torna alla visione di Goethe, attribuendovi un valore nuovo.

L’emozione dei COLORI nell’arte riflette sul tema da un punto di vista che tiene conto della luce, delle vibrazioni e del mondo affettivo. Si pone in discussione la standardizzazione nell’uso del colore nell’era digitale, standardizzazione che riduce sensibilmente le nostre capacità di distinguere i colori nel mondo reale.

Nel corso della mostra, il neuroscienziato Vittorio Gallese – che insieme a Giacomo Rizzolati ha scoperto i neuroni specchio – dirigerà, per la prima volta a livello mondiale, un laboratorio di studio neuroscientifico incentrato sull’esperienza del pubblico di fronte a opere d’arte.

Le opere in mostra includono alcuni eccezionali lavori di Henri Matisse (1869, Le Cateau Cambrésis, Francia – 1954, Nizza, Francia), Wassily Kandinsky (1866, Mosca, Russia – 1944, Neuilly sur Seine, Francia), Paul Klee (1879, Münchenbuchsee – 1940, Muralto, Svizzera), Giacomo Balla (1871, Torino – 1958, Roma), Edvard Munch (1863, Løten, Norvegia – 1944, Oslo, Norvegia), Luigi Russolo (1885, Portogruaro – 1947, Laveno-Mombello, Italia), Alexander Calder (1898, Lawntown, Swatara Township, Pennsylvania, USA – 1976, New York, USA), Lucio Fontana (1899, Rosario, Argentina – 1968, Varese, Italia), Giulio Turcato (1912, Mantova – 1995, Roma), Andy Warhol (1928, Pittsburgh, Pennsylvania, USA – 1987, Manhattan, New York, USA), Dan Flavin (1933, Jamaica, New York, USA – 1996, Riverhead, New York, USA), Ellsworth Kelly (1923, Newburgh, New York, USA – 2015, Spencertown, New York, USA), Katharina Fritsch (1956, Essen, Germania), Gerhard Richter (1932, Dresda, Germania), Carlos Cruz-Diez (1923, Caracas, Venezuela), Gilberto Zorio (1944, Andorno Micca, Biella, Italia), Alighiero Boetti (1940, Torino – 1994, Roma), Giulio Paolini (1944, Genova), Gustav Metzger (1926, Norimberga, Germania), fino a lavori recenti di artisti contemporanei come Nicola De Maria (1954, Foglianise, Benevento, Italia), Damien Hirst (1965, Bristol, Regno Unito), Etel Adnan (1925, Beirut, Libano), Olafur Eliasson (1967, Copenhagen, Danimarca), Camille Henrot (1978, Parigi, Francia), e nuove produzioni di opere di Heather Phillipson (1978, Londra, Regno Unito), Asli Çavuşoğlu (1982 Istanbul, Turchia), Lara Favaretto (1973, Treviso, Italia) e Otobong Nkanga (1974, Kano, Nigeria).