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OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0 / Galleria Italiana di Arte Contemporanea e Mail Art

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John M. Bennett, poem poetry, Opera di John M. Bennett Mixed Media On Cardboard, 2016 30x40 © Luna Bisonte Productions 137 Leland Avenue Columbus, OH 43214-7505
Baroni
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14 - EFFETTO LUCE UNO, 2016 , Opera di ALESSANDRA ANGELINI Luminogramma Ed Elaborazione In Digitale Stampa Digital Fine Art Su Carta Di Cotone William Turner 310 G, Cm 70 X 70 © Archivio Alessandra Angelini
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© www.ophenvirtualart.it
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Paolon Scirpa, Opera di Paolo Scirpa
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GAC scrive sul corpo di Gianni Romeo, Pescara 1979, Opera di Guglielmo Achille Cavellini Fotografia Varie © Archivio Cavellini di Brescia
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Clemente Padin, 1967 "Visual Pems, Text I 67 © Clemente Padin
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RYOSUKE COHEN, 2015
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RYOSUKE COHEN, 2015
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Ben Vautier, 2015
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Ben Vautier
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Ben Vautier
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Quick Facts
Birthplace
Salerno
Birth year
2009
Lives in
Galleria Italiana
Works in
Arte Contemporanea e Mail Art
Schools
Representing galleries
Sandro Bongiani
Tags
figurative, photography, digital
Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno

 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 

  Benvenuti  nella visione di questa  Galleria Virtuale Italiana di Arte Contemporanea ubicata a Salerno e diretta

da Giovanni Bonanno in collaborazione con Sandro Bongiani .

http://www.collezionebongianiartmus...   

LA NUOVA GALLERIA VIRTUALE ITALIANA

CON L'ARTE A PORTATA DI MOUSE

 

Movimento: Contemporanea | Arte Moderne Art | Fotografia | Artisti Video | Mail Art

 

Salerno, Italia

Indirizzo:
Giovanni Bonanno , Via S. Calenda 105 84126 Salerno ( Italia).

Telefono : 089 56 48 159
Fax : 089 56 48 159

Contact-Directors/Staff

Giovanni Bonanno - Direttore
Bongiani Sandro - Co-direttore

e-mail:   bongiani@alice.it

bongiani@libero.it

                         

SPAZIO  OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 

LA GALLERIA D'ARTE CONTEMPORANEA 

TUTTA  VIRTUALE  

 

Ophen Virtual Art Gallery  è la nuova galleria on-line di Arte Contemporanea. Un nuovo spazio espositivo in continua evoluzione che propone un’ampia scelta di artisti in “Permanenza Virtuale Con/Temporanea”, è un’opportunità unica per tutti coloro che vogliono godere l’emozione dell’arte contemporanea.

 Lo spazio di Ophen Virtual Art Gallery, è  dinamico e in continuo aggiornamento, di alta qualità in grado di garantire valore artistico ed estetico, con la presenza assidua degli artisti contemporanei selezionati nel web, intende offrire un nuovo modo e una risposta concreta ad una esigenza sempre più avvertita dal pubblico dell’arte, colmando, altresì, il divario e lo spazio esistente tra la presentazione museale dell’opera d’arte e la presenza personale in galleria.

  Ruggero Maggi, Anna Boschi, Ryosuke Cohen, Guglielmo Achille Cavellini, Shozo Shimamoto, Marcello Diotallevi,  Vittore Baroni, Andrea Bonanno, Omar Galliani, Vincenzo Nucci,  Paolo Scirpa, Luciano Caruso, Vittorio Baccelli, Ray Johnson, Clemente Padin, Guillermo Deisler, John  M.  Bennett,  Bruno Cassaglia,  Alessandra Angelini, Giuliano Mauri, Giovanni Bonanno, Gabriele Jardini,   Lancillotto Bellini.

 Artisti affermati insieme a selezionati artisti emergenti si ritrovano in Ophen Virtual Art Gallery: nuovo spazio espositivo on-line che propone un’ampia scelta di opere di qualità. Attraverso un accurato lavoro di ricerca, selezione e coinvolgimento degli artisti, la  nostra galleria on-line punta sia sui giovani emergenti che possono trovare una seria opportunità di lancio e visibilità, sia sui grandi nomi dell’Arte Contemporanea che credono nel progetto Ophen e desiderano condividere le loro emozioni con un pubblico più ampio e sensibile. Fruibile in qualsiasi momento e luogo, Ophen Virtual Art Gallery diviene un’opportunità unica per tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo dell’arte in un modo nuovo, e condividere l’emozione dell’arte contemporanea di oggi.

 

 

Nasce una nuova Galleria on-line  

 con l'Arte Contemporanea  a portata di  mouse. 

L’Archivio Ophen Documentazione d’Arte Contemporanea è stato creato nel 1989 a Como da Giovanni Bonanno,

artista e critico d’arte. Dopo 20 anni, nel 2009  nasce lo spazio "www.ophenvirtualart.it" e nel 2015 lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery 

http://www.collezionebongianiartmus... 

 

“La Galleria tutta Virtuale” di OPHEN VIRTUAL ART GALLERY   è un vero spazio interattivo virtuale, che permette al visitatore di godere delle opere esposte; uno dei primi spazi di arte contemporanea digitali al mondo che apre ora le sue porte virtuali con un vero vernissage online, con l’ obiettivo essenziale di promuovere e valorizzare ipotesi ed esperienze di lavoro di un certo interesse nella varietà delle loro forme espressive.  

La "Galleria Virtuale" è uno spazio sempre aperto, non ha una superficie fisica è solo virtuale, si trova idealmente a Salerno ed è visibile 24 ore su 24.     

 

Secretary: 

 http://www.ophenvirtualart.it/contatti.php              

bongiani@alice.it    

bongiani@libero.it

 

 

Artisti presenti :

Opere in permanenza virtuale dell'Archivio Ophen Virtual Art Gallery 

 

 Ruggero Maggi 

Anna Boschi

Ryosuke  Cohen

John  M.  Bennett

Marcello Diotallevi

Guglielmo Achille Cavellini

Giuliano Mauri

Shozo Shimamoto 

Giovanni Bonanno

Gabriele Jardini

Andrea Bonanno

Alessandra Angelini

Luciano Caruso

Vittorio Baccelli

Ray Johnson

Clemente Padin

Guillermo Deisler     

Vittore Baroni

Bruno Cassaglia

Lancillotto Bellini

Vincenzo Nucci

Omar Galliani

Paolo Scirpa

 Giuseppe Modica 

 

Visita :   http://www.collezionebongianiartmus...  

oppure:  http://www.ophenvirtualart.it/artisti.php

 

 

 

 

MOSTRE VIRTUALI:

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

LA NUOVA GALLERIA VIRTUALE ITALIANA CON L'ARTE A Portata di MOUSE

Web Gallery 2.0:  http://www.collezionebongianiartmuseum.it

 

 

 

MOSTRA IN CORSO::

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 

Via S. Calenda, 105/D - Salerno

 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

PAVILION  LAUTANIA  VIRTUAL  VALLEY  / 1887 - Kurt Schwitters &  Marcel Duchamp “UNIVERSI  POSSIBILI / Verso La Globalità Intelligente”  a cura di  Giovanni Bonanno.                                                 

Dal 6 maggio 2017 al 26 novembre 2017– Due proposte  internazionali presentate in contemporanea con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017

 

KURT  SCHWITTERS  / 1887- Kurt Merz/Ecology  
Mostra collettiva internazionale  dedicata  a  Kurt  Schwitters  
a cura di Giovanni  Bonanno 
Primo evento  contemporaneo ed indipendente  progettato in concomitanza con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017

Dal 6 maggio 2017 al 13  agosto 2017

Inaugurazione:  sabato 6 maggio  2017,  ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail:  bongiani@alice.it     
Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00 


KURT SCHWITTERS / 1887 - Kurt Merz/Ecology

Per i 130 anni dalla nascita  di  Kurt Schwitters  (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948), lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery in occasione della 57° Biennale di Venezia 2017, intende dedicare l’attenzione come evento indipendente e contemporaneo presso il “Pavilion  Lautania  Virtual  Valley”   a Kurt Schwitters  e Marcel Duchamp che riassumono egregiamente il concetto  di   indagine intesa come il luogo privilegiato per rilevare i sogni e le utopie che nella dimensione metafisica e mentale suggeriscono  mondi e immaginari collettivi.  Lo studio abitazione dell’artista, nella dimensione creativa, temporale e spaziale definisce l’estensione verso l’altro, nella  necessità di metabolizzare e trasformare la  realtà. Una invenzione a tutto campo giocata su  “universi possibili”, tra la libertà della creazione e la globalità intelligente del fare arte. In questa   prima collettiva internazionale dedicata a Kurt Schwitters  a cura di  Giovanni Bonanno sono presenti 66 opere di altrettanti importanti artisti  che hanno voluto  condividere  tale proposta come artisti di frontiera  a margine  di un  possibile confine e spartiacque al  sistema ufficiale  dell’arte. 


 Artisti presenti:   

Kurt Schwitters, Germania I Marcello Diotallevi, Italia I Lars Schumacher, Germania I Ruggero Maggi, Italia I Anna Boschi, Italia I Clemente Padin, Uruguay I Vittore Baroni, Italia I Luisa Bergamini, Italia I John M. Bennett, Usa I Gino Gini, Italia  I Cesar Reglero Campos, Spagna I G. Franco  Brambati, Italia I Rolando Zucchini, Italia I C. Mehrl  Bennett, Usa I Antonio Sassu, Italia I Mauro Molinari, Italia I Willemien Visser, Germania I Ramona Palmisani, Italia I Emilio Morandi, Italia I Borderline Grafix, Usa I Carlo Iacomucci, Italia I Daniel  Daligand, Francia I Domenico Ferrara Foria, Italia I Fernanda Fedi, Italia I Remy  Penard, Francia I Lancillotto Bellini, Italia I  Marina  Salmaso, Danimarca I Pier Roberto Bassi, Italia I Rosa Gravino, Argentina I Giancarlo Pucci, Italia I Mighel Jimenez, Spagna I Patrizia Battaglia, Italia I Pascal Lenoir, Francia I Renata e Giovanni Strada I Italia, Stathis Chrissicopulos, Grecia I Rosanna Veronesi, Italia I Gruppo Sinestetico, Italia I Leonor Arnao, Argentina I Giovanni Bonanno, Italia I Domenico Severino, Italia I Bruno Cassaglia, Italia I Luc Fierens, Belgio I Lamberto Caravita, Italia I Angela Caporaso, Italia I Mabi Col, Italia I Claudio Romeo, Italia I Daniele Virgilio, Italia I Cinzia Farina, Italia I Fulgor C. Silvi, Italia I Maria Josè Silva – Mizè, Portogallo I Roberto Scala, Italia I Linda Paoli,  Italia I Guido Capuano, Italia I Francesco Aprile, Italia I Carl Baker, Canada I Adriano Bonari, Italia I Oronzo Liuzzi, Italia I Mauro Dal Fior, Italia I Andrea Bonanno, Italia I  Rossana Bucci, Italia I Russell Manning, USA I Willemien Visser, Germania  I Alfonso  Caccavale, Italia I Rosalie Gancie, Usa I Maribel  Martinez, Argentina I Susanne Schumacher, Germania.

 

BIOGRAFIA 
Herman Edward Karl Julius Schwitters (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948), dal 1908 al 1909 frequenta la Kunstgewerbeschule ad Hannover e dal 1909 al 1914 studia alla Kunstakademie Dresden. Dopo aver servito nell’esercito come disegnatore nel 1917, avvia le sue prime esperienze  in ambito cubista ed espressionista. Vicino alla corrente dada berlinese fondò un proprio principio artistico chiamato Merz che adotterà per tutte le sue attività creative, dalla poesia, al collage, alle strutture. I suoi primi Merzbilder risalgono al 1919, l’anno della sua prima mostra alla galleria Der Sturm di Berlino e della prima pubblicazione dei suoi scritti sul periodico “Der Sturm”. Nel 1920 espone alla Société Anonyme di New York

E’ stato un artista tedesco attivo in diverse correnti del suo tempo, tra cui il dadaismo, il costruttivismo, il cubismo, e meglio ricordato per l'utilizzo di mezzi d'avanguardia come il suono, il collage e il dattiloscritto. Le sue opere sono generalmente considerate precorritrici delle moderne installazioni e  delle ricerche ambientali. L’artista tedesco, inoltre, può essere considerato come uno dei maggiori esponenti della cosiddetta arte dei rifiuti un'arte basata sull'assemblaggio di materiali di recupero, oggetti ricercati nello scarto della quotidianità, e soprattutto inutili. Questi oggetti, apparentemente destinati ad una fine, sono rivalutati da Schwitters, che dà vita a composizioni del tutto complete e originali, sia da un punto di vista formale, sia per l'innovativo riuso, a discapito di una inutile apparenza. Schwitters è stato anche un prolifico scrittore, noto soprattutto per la poesia provocatoria An Anna Blume, è autore di liriche, tra cui esempi di poesia concreta, di prose brevi e satiriche, di scritti e manifesti di critica d'arte.

 

 

 

MOSTRA SVOLTA::

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 

Via S. Calenda, 105/D - Salerno

EXPERIMENTAL VISUAL POETRY

Mostra Personale  di  JOHN  M. BENNETT

Opere 2014 - 2016

a cura di Giovanni  Bonanno

Dal  12 Gennaio al  2 aprile 2017

Inaugurazione:  Giovedì  12 Gennaio 2017,  ore 18.00

Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail:  bongiani@alice.it      

Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it

Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

 

                           

S’inaugura  giovedì 12 gennaio 2017, alle ore 18.00, la mostra  personale  dal titolo: “EXPERIMENTAL VISUAL  POETRY” che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery  di Salerno dedica all’artista John M. Bennett con 71 poems poetry realizzati  in un arco di tempo che va dal 2014 al 2016.  L’esposizione e accompagnata da  una presentazione critica di Giovanni Bonanno. 

John  M. Bennett (b. 1942, Chicago) è un poeta visuale americano sperimentale in cui la scrittura, il suono, la poesia fonetica e la performance  si relazionano  in una sorta di poetica “asemic” in cui il consueto concetto di poesia lineare si evolve  e viene sovvertito in direzione di una visione sperimentale, accogliendo di fatto umori e ricerche  nuove nell’ambito della scrittura, del suono e della parola. John M. Bennett appartiene a una e particolare area di ricerca in cui la libertà e la metafora multi-strutturata di significato si condensa  in lacerti di senso ambiguo dandogli una  presenza apparentemente in forma di scrittura, di immagine o di parola. In 50 anni  di attività poetica, ha saputo rigenerarsi  con  una sorprendente varietà di proposte in grado di relazionarsi proficuamente con le avanguardie storiche del novecento e  con personaggi interessanti come per esempio  André Masson,  Max Ernst, Henri Michaux, Paul Klee, fino ad rigenerarsi  nelle “asemic writings” con una scrittura “universale” capace di suggerire  nuove e diverse  interpretazioni possibili.  La sua è una scrittura  che considero “d’interferenza relazionale” con l’intenzione ben precisa di annullarne la completa  leggibilità e per definirsi come lettura autonoma,  proprio perché  riposta in profondità nelle nostre menti inconsce. Una scrittura creativa, quindi, che fonde testo e segno grafico per divenire in definitiva  anche lacerto d’immagine  al limite della figurazione o della scrittura grafica. Perché, scrive Giovanni Bonanno,  “è nel caso e solo nella dimensione aperta del fare   che  l’espressione poetica può esistere e manifestarsi  scavalcando la comprensione univoca  della lettura linguistica decodificata; così, solo così un testo poetico può essere interpretato in modo personale, liberando la mente e rincorrendo a diversi  significati plurimi che derivano da ciascun  accordo e simbolismo grafico”. Diretto discendente del Dadaismo e della scrittura sperimentale, viene presentata  in  questa  mostra  personale la poetica  di ricerca  di questo importante autore americano con una serie di lavori degli ultimi tre anni (2014 - 2016).  L’evento vuole essere anche un doveroso  omaggio alla visione del non-sense e dell’objet trouvé  diffusa dal Dadaismo  di cui  nel 2016 è ricorso il centenario, (1916-2016).

 

Biografia  di  JOHN  M. BENNETT

John M. Bennett [JMB] è nato a Chicago, Illinois, il 12 ottobre 1942. poeta sperimentale, ha iniziato a far conoscere  il suo lavoro già nel 1970.  Ha lavorato in una grande varietà di generi, tra poesia visiva, grafica, suono, mail art, cinema collaborando con scrittori e artisti da tutto il mondo. E 'stato anche editore della rivista letteraria internazionale Lost and Found Times, 1975-2005. Richard Kostelanetz ha scritto che  “John M. Bennett è stato il poeta americano fondamentale della mia generazione, perché ha prodotto tanti lavori interessanti in una complessa varietà di modalità sperimentali”. Attraverso una piccola casa editrice “Luna Bisonte Prods” fondata nel 1974, Bennett  si propone prima nella veste di  editore di se stesso e poi anche di altri poeti. In tanti anni ha pubblicato migliaia di opere di scrittori  in edizione limitata che fanno parte del mondo della  poesia visiva, parola arte e arte /poesia, compresi i 30 anni della rivista "Lost & Found Times",  raccolti in diverse importanti istituzioni, tra cui Washington University di St. Louis , SUNY Buffalo , The Ohio State University e il Museum of Modern Art . Bennett stesso è  anche il curatore del "Avant Writing Collection", "The William S. Burroughs Collection", e "The Cervantes Collection" ai Ohio State University Libraries. 

         Vive e lavora a Columbus, Ohio (USA).           Home Page: http://www.johnmbennett.net/

 

EXPERIMENTAL VISUAL  POETRY

JOHN  M.  BENNETT  

Opere 2014 - 2016

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY  Via S. Calenda, 105/D  - Salerno

12 gennaio – 2 aprile 2017

Inaugurazione: giovedì 12 gennaio, ore 18.00

Orario: tutti i giorni ore 00.00 - 24.00   e-mail: bongiani@alice.it    

Web Gallery:  http://www.collezionebongianiartmuseum.it
 

 

 

MOSTRA  CONCLUSA::

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 

Via S. Calenda, 105/D - Salerno

 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105/D – Salerno

L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE

Mostra Personale  di  ALESSANDRA ANGELINI

Opere 2000 - 2016

a cura di Giovanni  Bonanno

Dal 20 ottobre al 8 gennaio 2017

 

 

Inaugurazione:  Giovedì 20 ottobre 2016,  ore 18.00

Ophen Virtual Art Gallery 2.0, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail:  bongiani@alice.it      

Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it

Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00                           

S’inaugura  giovedì 20 ottobre 2016, alle ore 18.00, la mostra  personale  dal titolo: “L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE” che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery 2.0 di Salerno dedica all’artista Alessandra Angelini con 41 opere tra  dipinti,  interventi su metacrilato e libri d’artista realizzati  in un arco di tempo che va dal 2000 al 2016.  L’esposizione e accompagnata da una presentazione critica di Giovanni Bonanno. 

La visione poetica dell’artista Alessandra Angelini  si colloca sul crinale della sperimentazione  tra musica e universo.  Nel corso di diversi  decenni di ricerca  l’artista  pavese ha sperimentato  un procedimento di analisi del tutto nuovo che fa affidamento sulla sperimentazione in divenire. Una  particolare weltanschauung strettamente legata alla  scienza e alla tecnologia  con un  conseguente rapporto prioritario   tra musica, luce e colore,  elementi da sempre presenti nella sua ricerca  secondo  criteri di contaminazione tra sperimentazione tecnica e cognizione scientifica. Attraverso le grafica, la pittura e le opere fotografiche e plastiche, l’artista stabilisce un rapporto prioritario tra il tempo musicale e quello del colore-luce, in uno spazio “immaginato”. Una visione intesa come momento fondante d’indagine conoscitiva ed emozionale alla ricerca del senso e del limite.

 

 BIOGRAFIA  BREVE

Alessandra Angelini nasce a Parma nel 1953. Condotti gli studi classici, si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Da qui inizia il suo percorso artistico, dettato da un’estrema curiosità che la conduce verso la sperimentazione di tecniche e materiali, con una ricerca costante rivolta ai valori della luminosità cromatica. Il percorso formale intrapreso è collegato all’espressione dell’interiorità, intesa come tessuto primo sul quale si costruisce il pensiero critico nei confronti del reale. L’artista si dedica a diversi linguaggi espressivi dalla pittura all’incisione, dalla grafica alla scultura, dalla fotografia alla realizzazione di libri d’artista. Di ogni tecnica approfondisce lo studio e le possibili associazioni, creando contaminazioni tra procedimenti e opere ibride. Da ricordare è “Foto+Grafie”, il ciclo di lezioni tenuto nel 2003 presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, incentrato sull’ibridazione tra stampa e fotografia. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e nel mondo in quattro continenti, le sue opere sono presenti nelle collezioni di importanti musei nazionali e internazionali. Dal 2005 è titolare della cattedra di Grafica e Tecniche dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Fa parte di Visarte società delle Arti Visive Svizzera.

Attualmente vive e lavora tra Milano e Pavia.

www.alessandraangelini.org

 

L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE

Presentazione  di  Giovanni Bonanno

La visione poetica dell’artista Alessandra Angelini  si colloca sul crinale della sperimentazione  tra musica e universo. Tutte le sue opere potrebbero essere intitolate “Sinfonie di luce”,  oppure “Accenti”,  proprio perché condividono la ricerca metodica della luce  che nell’apparizione si fa  forma e armonia.  Nel corso di diversi  decenni di ricerca  l’artista  pavese ha sperimentato  un procedimento di analisi del tutto nuovo che fa affidamento sulla sperimentazione in divenire. Una  particolare weltanschauung strettamente legata alla  scienza e alla tecnologia  con un  conseguente rapporto prioritario   tra musica, luce e colore,  elementi da sempre presenti nella sua ricerca  secondo  criteri di contaminazione tra sperimentazione tecnica e cognizione scientifica. Attraverso le grafica, la pittura e le opere fotografiche e plastiche, l’artista stabilisce un rapporto prioritario tra il tempo musicale e quello del colore-luce, in uno spazio “immaginato” in cui le onde sonore e le onde luminose si definiscono  come presenza  provvisoria nel visibile.     

I luminogrammi, ovvero le “pitture di luce”, infatti,  nascono   proprio dall’intuizione a far emergere in uno spazio  metaforico l’emozione creativa secondo uno schema intimamente interiore in cui i segni di luce  si compongono e si condensano in brani visibili di tipo musicale.  In siffatta  pratica si utilizza lo scatto fotografico con fonti di luce in movimento con segni di luce che si rincorrono e si sovrappongono creando inaspettate situazioni emozionali. Frequentemente l’artista lavora in studio ascoltando brani musicali di  Mozart, disegnando e dipingendo nello spazio  sinfonie cosmiche, secondo un interiore suggestione, che evidenziate nella  lievità della  luce e del movimento si definiscono in forma di presenze.  “Un segno - aggiunge Martina Cognati - in qualche misura più primario, a mezza via fra cose e parole, presenza e significazione. Segno, il suo, da vedere ma anche da fare in una prassi ininterrotta” del provare e sperimentare materialmente nel contatto con le cose”.  

La creazione per Alessandra Angelini è come la metafora del tuffatore di Paestum;  sprofondare verso l’ignoto per poi far emergere,  carichi di umori particolari e  in una dimensione “altra”,  brani  ricomposti di cose  proprio  come accade con la musica. Insomma,  una ricerca dell’armonia nascosta, del mistero delle cose indagato utilizzando nuovi modi di  “sondare l’invisibile”  e le  emozioni  in modo inaspettato.  Secondo l’artista pavese, bisogna pensare all’arte come a un territorio di perenne trasformazione,  una prova dopo l’altra, preferendo alla bisogna diverse tecniche; dalla  xilografia al plexiglas, dalla tempera ai  legni fino all’uso delle  fibre ottiche, e del wood, in una ininterrotta e incessante  riformulazione “di momenti” in cui la luce si  definisce provvisoriamente “in accenti” di segni e campi cromatici in perenne variazione. In una recente intervista  del 2014  l’artista chiarisce  il suo particolare metodo di lavoro confermando:  “spaziare tra diversi media è come poter esprimere il proprio pensiero in lingue diverse, così non ci sono, nel mio immaginario, linguaggi o tecniche privilegiate.  All’origine del mio lavoro penso ci sia la combinazione tra pensiero, emozione e azione. Uno stesso pensiero creativo può trasformarsi su un foglio di carta, su una tela, su un file e assumere “forme” inaspettate; può diventare scultura ed entrare ogni volta in un rapporto diverso con lo spazio. Può addirittura danzare nello spazio. E in questo caso il gesto, il colore/segno diventa musica visiva”.

In un’epoca segnata dalla velocità  accelerata del vivere, l’artista  Angelini preferisce  i tempi lenti di ricerca, di riflessione  e di contatto diretto con le cose.  Da questo particolare procedere, nel corso degli anni sono nati diversi  cicli di ricerca tutte legate  e variamente declinate ad una matrice comune. Praticamente un indagare correlato tra intervento pittorico, grafico e plastico, sempre per giustapposizioni di variazioni di ricerca. Del resto, il colore ha un suo modo tutto particolare di esistere; si rivela con la luce con cui   ha un rapporto prioritario e da questa relazione  nascono  svariati cambiamenti e mutevoli effetti.  Le proprietà emozionali di ciascun colore determinano momenti diversi che ci suggeriscono sensazioni e emozioni particolari. Un colore inteso come essenza variabile della luce che attraverso la sperimentazione di tecniche e materiali diversi  risulta lo strumento più idoneo  per sondare il mistero delle cose alla ricerca del senso e del limite. Nella serie degli Alberi celesti, per esempio,  l'artista  dialoga con lo spazio ambientale con stampe xilografiche su piallacci in legno,  qui il colore   con l’utilizzo del metacrilato e i materiali plastici termoformati  s’insinua dentro il dato reale trasformandosi  in un diverso apparire carico di leggerezza e trasparenza, in un rapporto profondo con lo spazio. Di certo, la sperimentazione per Angelini è momento fondante d’indagine conoscitiva, di approfondimento del rapporto emozionale alla ricerca della metamorfosi, del viaggio  e  dell’ignoto.

Una ultima considerazione “non marginale”, riguarda la serie di libri d’artista creati in questi anni, che non è “un universo estraneo”,  una produzione assestante rispetto alla ricerca del  colore e della luce, ma  indagine integrante  di tutto il lavoro svolto da questa importante artista.  Dal 2000 in poi, sono nati diversi libri al di fuori degli schemi tradizionali,  tra testo scritto e  grafica utilizzando diverse tecniche espressive, dai  disegni a inchiostro di china alla xilografia o all'acquatinta, al procedimento serigrafico, all'eliografia fino alle  elaborazioni digitali dell’immagine fotografica, e  ultimamente, anche all’uso dell'incisione su foto polimeri  in cui bisogna  esporre la lastra ai raggi ultravioletti o alla luce del sole per avere una  conseguente stampa. Insomma, una sorta di “ibridazione dell’immagine” ottenuta dall’uso di tecniche diverse e apparentemente incompatibili  che ha permesso all’artista di ricreare un magistrale universo poetico in cui il  dialogo con la poesia diventa del tutto spontaneo e naturale. Da questa insolita “messa in opera” sono nati momenti creativi di alta qualità sospesi tra leggerezza e vibrazione, come  nell’opera “Il giardino è aperto”, del 2015, che si presenta come un  libro complesso legato alla costruzione di un pensiero. Una visione  ancora decisamente “trasversale” che accoglie nel contempo frammenti grafici, coloristici e a volte persino  frammenti materici. Lo sguardo “verso l'infinito  dell'universo” diventa una sorta di viaggio continuo e sfuggente alla ricerca dell’essenza  e della sostanza. Gli accenti  e gli universi dentro ora possono definirsi come presenze “insostanziali”,  nate dalla madre luce nel rapporto più  profondo  e vero tra  esperienza personale, scienza e natura.         Giovanni  Bonanno      ottobre 2016

                                                                                                             

 

Biografia  aggiornata di  Alessandra Angelini

www.alessandraangelini.org    info@alessandraangelini.org

Alessandra Angelini, nata a Parma nel 1953, vive e lavora tra Milano e Pavia.

E' titolare della cattedra di Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.

Di formazione classica e filosofica, intraprende la  carriera artistica dopo aver conseguito il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera con una tesi sui “Rapporti tra musica e pittura nelle regole del Bauhaus”. Dal 2000 al 2007 ha tenuto corsi di Disegno e Figura dal vero e Teoria del Colore per il Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport di Lugano.

Ha realizzato workshop e lectures presso numerosi Istituti Universitari d’Arte Internazionali tra cui la Technische Fachhochschule - Berlino, il Dipartimento di Architettura di Interni e Design dell’Accademia di Belle Arti di Tallinn – Estonia, il dipartimento di Grafica, Indiana University – Bloomington, USA e altri.

Ha inoltre collaborato con importanti aziende compiendo sperimentazioni artistiche  sul tema del colore e dei nuovi materiali come la Merck per i pigmenti ad effetto e l'azienda TABU S.P.A. Cantù per il settore riguardante il colore applicato al materiale legno.

Artista fortemente sperimentale, interessata alle connessioni tra Arte, Scienza e differenti aree culturali, da tempo conduce ricerche sui temi del colore e della luce applicati a diversi media, sperimentando procedimenti tecnici e interventi di ibridazione tra antichi e nuovi linguaggi espressivi.

A questo proposito l’artista idea e cura numerosi eventi tra cui:  Sinfonie di Luce, Museo della Tecnica Elettrica, Pavia; L'arte abbraccia il 3D, 3D HUB, Fiera Milano City 2015; L'Universo dentro – Una mostra tra Arte e Scienza, in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Brera e l'INAF – Osservatorio Astronomico di Brera, promossa dall'Unesco in occasione dell'anno internazionale dell'Astronomia; mentre nel 2012 cura la sezione artistica di  X L’Universo invisibile. Un percorso fra astronomia e arte , mostra realizzata in occasione del 50° anniversario della nascita dell’astronomia X e del 250° anniversario della fondazione dell’Osservatorio Astronomico di Brera.

Interessata alle consonanze tra arti figurative ed altre forme espressive, quali la musica e la poesia, ha realizzato numerosi libri d’artista, tra cui: Il Giardino è aperto, progetto 50esima edizione dei Cento Amici del libro

realizzata nel 2015 e patrocinata da “Le Università per Expo 2015 – Comitato scientifico del comune di Milano”; Marecanta, che contiene una serie di incisioni accompagnate da poesie di Enzo Mastrorilli e da un testo di Emilio Tadini (Edizioni Giorgio Upiglio, 2000), Dado a punte e Aureole di altre stelle in cui le poesie di Gilberto Isella si alternano alle incisioni dell’artista (Edizioni Atelier 14 - 2003- 2012); preziose edizioni che sono state acquisite dal Museo Cantonale di Lugano, dal Museo di Villa Cedri di Bellinzona, dalla Collezione di Stampe Bertarelli di Milano, dai Musei Civici di Pavia, dalla Biblioteca Nazionale Svizzera di Berna e dal Museo d’Arte dell’Indiana University (USA).

Il suo lavoro artistico è stato argomento di mostre personali e collettive in Italia, Germania, Stati Uniti, Cina, Malesia, Gran Bretagna, Australia, Polonia, Svizzera, Estonia, Svezia e altri Paesi. 

E’ presente nelle collezioni di musei nazionali e stranieri come i Musei Civici di Pavia, la Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli di Milano, la Biblioteca Civica A. Arduino – Mocalieri, La Civica Raccolta del Disegno della città di Salò, l’Archivio del Dipartimento delle Stampe - Accademia di Belle Arti di Venezia,  il Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo,  il Museo Cantonale di Lugano, il Museo di Villa dei Cedri di Bellinzona, il Museo d’Arte dell’Indiana University - Usa, il Museo di Stato delle Stampe di Penang - Malesia, la Biblioteca Nazionale Svizzera - Berna, il Museo Nazionale di Arte - Pechino, il Museo d’Arte di Sant Carles de la Rapita - Spagna.

 

 L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE

ALESSANDRA ANGELINI

Opere 2000 - 2016

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 

Via S. Calenda, 105/D  - Salerno

20 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017

Inaugurazione: giovedì 20 ottobre, ore 18.00

Orario: tutti i giorni ore 00.00 - 24.00

e-mail: bongiani@alice.it     

Web Gallery 2.0:  http://www.collezionebongianiartmuseum.it
 

 

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LA   MOSTRA  SVOLTA::

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0

Via S. Calenda, 105/D - Salerno

 

 

RYOSUKE COHEN / “FRACTAL  PORTRAIT  PROJECT 2001-2015”

Retrospettiva  dedicata all’artista giapponese  Ryosuke Cohen

a cura di Giovanni  Bonanno

Dal 13 settembre al  28 novembre 2015

Inaugurazione:  Domenica  13 settembre  2015,  ore 18.00

Ophen Virtual Art Gallery 2.0, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail:  bongiani@libero.it       

Web Gallery 2.0:  - http://www.collezionebongianiartmuseum.it

Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

                              

S’inaugura  Domenica 13 settembre 2015, alle ore 18.00, la grande retrospettiva  a cura di Giovanni  Bonanno  dal titolo: “FRACTAL  PORTRAIT  PROJECT 2001-2015” che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery 2.0  di Salerno dedica all’artista giapponese Ryosuke Cohen,  a celebrare il 30° anniversario del progetto “Brian Cell” "1985-2015" e come  evento  contemporaneo ed indipendente  progettato in concomitanza con la 56th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2015. Proprio per questa particolare  occasione  la galleria ha voluto dedicare l’attenzione a due artisti giapponesi come Shozo Shimamoto e Ryosuke Cohen, che riassumono magnificamente il concetto del  The World's  Futures / “Inside and outside the body”, (dentro e fuori il corpo). Tra il 31 maggio e il 29 agosto 2015 sono state presentate le opere di 97 artisti in due  rispettive mostre con una serie di opere scelte di Shozo Shimamoto, (24 opere)  a margine del progetto di Mail Art  “Head”.  Dal 13 settembre fino al 28 novembre saranno presenti in questa importante  mostra retrospettiva  (la prima retrospettiva in assoluto dedicata al lavoro di Ryosuke Cohen), presso lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0 di Salerno, 72  lavori  del progetto “Fractal Portrait”  realizzate da Cohen  tra il 2001 e il 2015. Una seconda mostra  con altre  80 immagini viene presentata contemporaneamente nello spazio virtuale, www.ophenvirtualart.it, con una particolare sezione didattica dal titolo “INSIDE AND OUTSIDE THE BODY”, (dentro e fuori il corpo), comprendente l’analisi “Fractal Portrait”   svolta da Cohen  nel campo della performance tra Face, Body e Work.

Nato nel 1948, Osaka, in Giappone, Ryosuke è il più longevo artista giapponese  attivo nel network internazionale per la diffusione  capillare della Mail Art.  Dopo il progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), iniziato nel 1985 che ha visto Ryosuke Cohen  coinvolto per 30 lunghi anni, assieme a migliaia di membri  sparsi in oltre 80 paesi. Nell'agosto 2001 ha iniziato il progetto chiamato “Fractal  Portrait Project”, allo scopo di realizzare più proficuamente il concetto di “Brain Cell”, facendo una serie di ritratti e Silhouette del corpo agli amici artisti incontrati in questi anni (15 anni) nei diversi incontri (Meetings) in tutto il mondo.  Cohen è oggi l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. I  lavori “Fractal Portrait Project”  presenti in questa retrospettiva e le immagini concernenti la performance visibili contemporaneamente in www.ophenvirtualart.it, a corollario del lavoro svolto da Cohen in  questi 15 anni di lavoro, sono il doveroso  e concreto contributo che noi abbiamo voluto fare per il suo 30° anniversario.       

 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0

Via S. Calenda, 105/D  - Salerno

13 settembre  2015 – 28 Novembre 2015

Inaugurazione: Domenica  13  Settembre 2015, ore 18.00

Orario: tutti i giorni ore 00.00 - 24.00

 

Web Gallery 2.0:  

“FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001-2015” - http://www.collezionebongianiartmuseum.it

“INSIDE AND OUTSIDE THE BODY” - www.ophenvirtualart.it

Ufficio stampa: - bongiani@libero.it

 

 

Biografia / RYOSUKE  COHEN

Ryosuke Cohen, nato nel 1948, Osaka, in Giappone,  è un Mail Artista. Il nome della famiglia è Kouen  ma su consiglio di Byron Black, ha adottato  il nome  inglese  'Cohen' come in ebraico.Cohen scoprì la mail art in Canadà. Ryosuke è il figlio di un noto scrittore di haiku in Giappone, Jyunichi Koen. I primi lavori da Cohen è il risultato di un misto di tradizione e immaginario giapponese, numeri  e icone contemporanee  così com’è la sua firma, la lettera "C". Ha condiviso l’esperienza Dada e Fluxus ed è stato in contatto con l’artista Shozo Shimamoto e con i membri del gruppo Gutai condividendo in modo spontaneo e naturale un nuovo modo di fare arte contemporanea. Ryosuke non è il primo artista postale giapponese, ma sicuramente è l’autore giapponese più longevo nel network internazionale Dopo Ray Johnson e  Gugliemo Achille Cavellini, anche Ryosuke Cohen  rimette  ancora una volta in gioco le carte della sperimentazione,in  un sistema culturale antiquato che preferisce l’opera creata appositamente per essere commercializzata. Lo fa  proponendo un particolare suo progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), iniziato nel giugno 1985 con  migliaia di membri  sparsi in oltre 80 paesi.   un lavoro che raccoglie  ogni 10 giorni le immagini di tanti Mail artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi quindici per opera.  che lo ha visto coinvolto per 30 lunghi anni assieme a migliaia di membri  sparsi in oltre 80 paesi,  rifiutando l’opera unica e concetti  consueti come l’originalità e quindi, preferendo maggiormente il gioco, la ricerca  e la libertà concreta dell’artista volutamente collocato ai margini di un sistema culturale passatista. Un importante  progetto  ancora attivo che accoglie  ogni 10 giorni le immagini di tanti Mail artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi (quindici per opera). Per questo modo di fare, egli è forse il più  interessante e attivo nella rete di chiunque altro per la capacità organizzativa del progetto e per diffusione della Mail Art.  Nell'agosto 2001 ha iniziato il progetto “Fractal Portrait”, facendo ritratti e Silhouette del corpo ai suoi amici artisti in occasione dei  Meeting   svolti in diverse parti del mondo; Stati Uniti, Canadà, Inghilterra, Irlanda del Nord, Spagna, Jugoslavia, Germania, Olanda, Corea, Italia e Francia.  Cohen è l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio,  che nasce  dal contributo degli altri e  si materializza insieme  nella collaborazione collettiva In cui tutti possono partecipare ed essere positivamente e  appassionatamente coinvolti nella  creazione dell’opera. In trent’anni di lavoro ha esposto con mostre e partecipazione a progetti in diverse are geografiche del  mondo. Suoi lavori sono presenti in diverse Biblioteche pubbliche e  in numerosi Archivi  privati.

(Biografia  redatta  da Sandro Bongiani)

 

Vive e lavora a  Yagumokitacho Moriguchi,  City Osaka.

 Ryosuke Cohen c/o Brain Cell 
3-76-1-A-613 Yagumokitacho Moriguchi City Osaka 570 Japan 
TEL&FAX +81.6.6991.1507 
E-mail :    braincell@k6.dion.ne.jp

 

 

Official site / Sito Web:  http://www.ryosukecohen.com/

http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/info/italy.htm

http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/info/english.htm

https://www.facebook.com/ryosuke.cohen

 

FRACTAL PORTRAIT PROJECT:   

www.h5.dion.ne.jp/~cohen/ 

-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001/2002
http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/0102.htm

-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2003/2004
http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/0304.htm

-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2005/2006/2007 http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/050607.htm

-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2008/2009/2010  http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/080910.htm  

 

Intervista  di  John Held J.  2012

http://www.sfaqonline.com/2012/10/19/interview-with-ryosuke-cohen-from-the-national-art-center-in-tokyo-japan/ (Interview with John Held, Jr. 2012)

 

7- 8 August, 2004 – Artpool Studio, Budapest

ARTPOOL 2004 http://www.artpool.hu/events04.html

Budapest: 2004.08.8.  http://www.artpool.hu/2004/4D/Cohen.html  

Budapest: 2004.08.9 http://www.artpool.hu/MailArt/Brain/budapest.html

Pálfa: 2004.08.10   http://www.artpool.hu/MailArt/Brain/palfa.html

Szolnok: 2004.08.11   http://www.artpool.hu/MailArt/Brain/szolnok.html

 

VIDEO:

-MEETING FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2015

Venezia 9 agosto 2015 Ryosuke Cohen incontra al Padiglione Tibet a Venezia  Sandro Bongiani.

(RYOSUKE COHEN DISEGNA UN FRACTAL PORTRAIT A SANDRO  BONGIANI)

Visit:  https://www.youtube.com/watch?v=HIAQpLEHuhg        durata 0:50

 

- Ryosuke Cohen ( Japan ) - wednesday 25 juli 25th 2007, Gent ( Ghent ) Belgium

Video: https://www.youtube.com/watch?v=M9NIPVIIEIs&feature=youtu.be

https://youtu.be/M9NIPVIIEIs         durata 1:21 

-braincell fractal portrait project - meeting with frips and other mailartists - July 2007  Ghent ( Gent ) Belgium.

Video:  https://www.youtube.com/watch?v=ygbod-zCBfo&feature=youtu.be

durata 18 minuti    

 

Collezione Bongiani Ophen Art Museum di Salerno (Italy).

-RYOSUKE COHEN,  Room 9  Brain Cell -   (Works of various periods)

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=9 

-RYOSUKE COHEN, ROOM 39  Brain Cell -   (Works 1989 – 2015)

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=84

 

Other Links:

http://baccelli1.interfree.it/ryosuke.htm   

http://iuoma-network.ning.com/group/brain-cell-ryosuke-cohen-compilation

http://brain-cell-compilation.blogspot.it/

 

 

 

 

LA MOSTRA SVOLTA: 

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105 – Salerno

 

 "MISE EN BOITE / Quasi un’opera collettiva"

MOSTRA  COLLETTIVA INTERNAZIONALE

 dedicata a  Christine  Tarantino

a cura di  Giovanni  Bonanno

Testo critico  

di  Douglas  Dawson

 

7 dicembre 2014 – 27 marzo 2015

Inaugurazione:  domenica 7  dicembre  2014,  ore 18.00

Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105 – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail: bongiani@alice.it  – Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/

Orario: tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.30

                               

Si  inaugura domenica 7 dicembre 2014, alle ore 18.00, la mostra  collettiva internazionale dal titolo: “MISE EN BOITE / Quasi un’opera collettiva" a cura di Giovanni Bonanno, che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista  Christine Anne Tarantino a due anni esatti dalla sua scomparsa (7 dicembre 2012). Sono presenti  87 opere  di altrettanti  importanti autori internazionali che hanno voluto essere presenti a questa particolare ricorrenza dell’artista americana.

A due anni  esatti dalla morte dell’artista americana (7 dicembre 2012),  viene organizzata la prima collettiva internazionale a lei  dedicata con la partecipazione  di diversi  amici artisti internazionali in cui era  da tempo in contatto. Christine Anne Tarantino è nata nel Bronx il 3 dicembre 1948, La sua famiglia si trasferì presto a Framingham Massachusetts. Ha frequentato il Fitchburg State College. Christine ha preferito vivere una vita a contatto con la natura guidata da motivazioni essenzialmente spirituali. L’artista americana ha creduto fortemente nel potere di trasformazione delle parole, sia parlate che scritte. In considerazione di ciò ha creato per diversi decenni opere “Fluxus” tra immagine e parola, tra oggettualità e poesia visiva; una sorta di contaminazione tra scrittura e collage con materiali organici trovati, e soprattutto, la partecipazione attiva a tanti progetti internazionali in  una rete artistica globale in cui l'arte si  concretizza attraverso  la partecipazione collettiva e corale degli artisti, realizzando interessanti opere in edizioni uniche, libri d'artista e diversi testi scritti. Le sue performance  in arte consistevano  in eventi e azioni artistici spesso a contatto con la natura. Nel solo 2012, prima di morire, Christine  è stata presente in diverse importanti  rassegne  in Germania, Italia, Paesi Bassi, Irlanda, Nepal, e negli Stati Uniti. La solitudine e la bellezza naturale della sua fattoria a Wendell  ha  ispirato la sua creatività e il rispetto della natura. Amava camminare nella Quabbin e guidare attraverso il Berkshires, soprattutto andare  per i musei d'arte a North Adams e Williamstown. Christine Tarantino  di Wendell, (Massachusetts), a soli 64 anni cessò di vivere  il 7 dicembre 2012 presso Hospice della Fisher Casa a Nord Amherst, Massachusetts.  

Per questa particolare occasione sono presenti 87 artisti con oltre 135 opere e diverse poesie di vari autori  dedicate a  Christine  Anne Tarantino e una presentazione critica dal titolo (My soul is a poem in bloom)  dell’amico Douglas  Dawson.

 

Artisti presenti a questa Rassegna Internazionale:  Christine Anne  Tarantino,  Anna Boschi, Paolo Scirpa,  Ruggero Maggi, C. Mehrl  Bennett, Simon Warren, Clemente Padin, Giovanni  Bonanno, Carlo Iacomucci,   Daniel Daligand, Pier Roberto Bassi, Lamberto  Pignotti, Stathis Chrissicopulos, Marcello  Diotallevi, Fernanda Fedi, Eugenio Giannì, Alfonso Caccavale, Luc Fierens, Mauro  Molinari, Rosa Gravino, Marina Salmaso,  Lancillotto  Bellini, Tomaso Binga, Roland Halbritter, Paolo Carnevale, Rolando Zucchini, Fulgor C. Silvi, Fernando Andolcetti, Emilio Morandi, Mabi Col,  Antonio Sassu,  Maurizio Follin, Carmela  Corsitto, Adolfina De Stefani, Carl  Baker, Claudio Parentela, Guido  Capuano, Claudio Grandinetti, Giancarlo Pucci, Claudio

Emilio Morandi, Mabi Col,  Antonio Sassu,  Maurizio Follin, Carmela  Corsitto, Adolfina De Stefani,  G. Franco Brambati, Claudio Parentela, Guido  Capuano, Claudio Grandinetti, Giancarlo Pucci, Claudio Romeo, Gino Gini, Gianni  Romeo, Giovanni Fontana,  I Santini Del  Prete, Ernesto Terlizzi, Roberto Scala, Jacob de Chirico, Francesco Mandrino,  Mario Manzoni Sala, Vittore Baroni, Luisa Bergamini, Virginia Milici, Fernando Aquiar, Walter Festuccia, Carl  Baker,  Rosanna  Veronesi, Buz Blurr.

Mariano  Bellarosa, Fausto Paci, Angela Caporaso, Renata e Giovanni Strada, Salvatore Starace, Elisa Battistella, Lamberto  Caravita, Pierpaolo Limongelli, Patrizia Battaglia, Domenico  Severino,  Antonio Baglivo, Pasquale Riccardi, Domenico Ferrara  Foria, M. P. Fanna  Roncoroni,  Francesco Aprile, Marta Caccaro,  Piero Barducci, Serse Luigetti, Roberto Zito, Gabriella  Gallo, Maria Teresa Cazzaro, Miguel  Zavarof, Rosa Biagi, Silvana  Alliri, Jan Theuninck, Carolina Bsquets, Lorenzo Cleffi, Artista anonimo, Connie Jean.

 

CHRISTINE  ANNE  TARANTINO

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105  - Salerno

7 dicembre 2014 – 27 marzo 2015

Inaugurazione: domenica  7 dicembre 2014, ore 18.00

Orario: tutti i giorni ore 17.00 - 20.30

e-mail: bongiani@alice.it    

Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/  

Ufficio stampa:  bongiani@libero.it

Visit:  

   - http://www.ophenvirtualart.it/mostra.php 

   - http://www.ophenvirtualart.it/presentazione.php  

 

 

 

 

LA MOSTRA  CONCLUSA:

MOSTRA  RETROSPETTIVA

Palazzo Virtuale

GACONCETTUAL POETRY

G.A.CAVELLINI

1914 - 2014

 Dal 7 settembre 2014  al 27 ottobre 2014

Inaugurazione: Domenica 7 Settembre 2014,  ore 18.00

Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105 – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail: bongiani@alice.it  – Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/

Orario continuato: tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.30

                               

Retrospettiva  dedicata  a Guglielmo Achille  Cavellini

in occasione del Centenario  della  nascita con una presentazione di Piero Cavellini,

un poema visuale  e un saggio critico di Giovanni  Bonanno.

 

S’inaugura sabato 7 settembre 2014, alle ore 18.00, la mostra  Retrospettiva  a cura di Giovanni Bonanno in collaborazione con l’Archivio Cavellini di Brescia dal titolo: “GACONCETTUAL  POETRY che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’anniversario del Centenario di Guglielmo Achille Cavellini.

Guglielmo Achille Cavellini  a compimento del Centenario (1914-2014) aveva espresso il desiderio  di attuare una sorta di celebrazione postuma come completamento di una sua  importante operazione artistica incentrata sull’Autostoricizzazione”. Per tale importante occasione vengono presentati  86 opere significative dell’artista lombardo. Nella prima sala sono presenti i lavori degli anni 60, dalla pittura dei primi anni sessanta  alle opere oggetto, dai francobolli ad intarsio in legno alle casse che contengono opere distrutte del 1966 al 1968. Nella seconda sala vi sono i lavori degli anni 70, dalle casse che contengono opere distrutte del 1968 ai carboni, dai francobolli alle fotografie e le tele emulsionate.  Nella terza sala vi sono i lavori degli anni 80,  con la serie dei  personaggi della storia, i francobolli, gli autoritratti,  la scrittura sul corpo, la performance e gli ultimi autoritratti  realizzati  dall’artista nel 1990 in una clinica di Brescia prima della morte.

Per diversi decenni GAC in Italia  è stato osteggiato come  “un ricco eccentrico in vena di esibizionismo”, non compreso perché ritenuto soltanto un importante  collezionista d’arte contemporanea  e di conseguenza  collocato dalla critica ufficiale  nel completo isolamento. A partire dal 1970,  aveva per la prima volta tentato a “scardinare” il sistema ufficiale dell’arte e di far sentire la propria voce attuando appropriate “interferenze” all’interno del sistema proponendo la sua presenza come autentico momento creativo. L’arte, dopo essere stata relegata  per molto tempo al chiuso delle idee,  con l’autostoricizzazione”  del 1971 di GAC diveniva  liberazione, apertura delle frontiere culturali, arte che si integrava nella vita.  Inoltre, condividendo e abbracciando contemporaneamente  più campi di ricerca trasversali e  alternativi alle proposte della cultura ufficiale; dalla pittura alla poesia visiva, dall’arte di comportamento alla Body Art si collocava autonomamente ai margini di un sistema, in una zona franca, in una periferia di confine praticabile.

Artista per certi versi difficilmente classificabile per le diverse pratiche utilizzate, ma sicuramente protagonista del superamento trasversale di una logica tradizionale. Oggi, a distanza di qualche decennio  di riflessione, Guglielmo Achille Cavellini appare un  personaggio geniale e poliedrico. Ha vissuto l'arte contemporanea dal secondo dopoguerra fino al 1990, anno della sua morte, come battitore libero, diceva: “preferisco vivere la mia avventura, proiettata nel futuro, piuttosto di dovermi impantanare nell’intricata  giungla  dell’arte”, da artista non condizionato da schemi e imposizioni. Non é stata una questione di semplice eleganza o puro  stile ma di una lucida operazione illuminata che ha evidenziato  e messo in luce i problemi e le contraddizioni  di un sistema  culturale  che non lascia niente al caso e che  quasi sempre tratta l’opera e l’artista come mera merce di scambio.

 

BREVE  BIOGRAFIA  di  GUGLIEMO ACHILLE CAVELLINI  (GAC)

GAC  (Guglielmo Achille Cavellini) è stato un importante studioso e collezionista dell'arte astratta europea. Dalla metà degli Anni '40 esordisce con disegni e ritratti. Nel '60, si dedica invece alla sperimentazione: alcuni esempi del suo lavoro sono spesso legati a citazioni, vere e proprie elaborazioni di celebri opere che ne fanno un autentico attore nella messa in scena dell'arte. GAC mette in pratica la sua teoria dell'autostoricizzazione: il fare da sé nel costruirsi attorno l'alone del successo, mettendo in disparte i processi canonici che il sistema utilizza a tale scopo. Non è un atto di megalomane autorappresentazione, bensì l'innescarsi di una procedura alternativa: una rivoluzione all'interno della comunicazione artistica. Andy Warhol si mette a ritrarre Cavellini, e il geniaccio GAC rende omaggio a Andy con il francobollo "Le Marilyn di Warhol" (1984). L’utilizzo dei materiali di recupero (negli oggetti assemblati, negli intarsi in legno, nei carboni), è lo strumento del suo operare. Nascono i Teatrini e i  francobolli d’artista attraverso i quali viene reso omaggio ai geni della pittura: Picasso, Lèger, Matisse, Braque e nasce, anche, l’amore per la Mail Art, movimento libero  e democratico che permette a GAC di avere  contatti e confronti importanti con tanti artisti sparsi su tutto il pianeta.

 

 “GACONCETTUAL POETRY

G.A.CAVELLINI

1914 - 2014

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