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GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Exhibition Detail


November 7th, 2013 - January 12th
 
,
© Courtesy of GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
> QUICK FACTS
WEBSITE:  
http://www.gamtorino.it/en/
COUNTRY:  
Italy
EMAIL:  
gam@fondazionetorinomusei.it
PHONE:  
+39 011 442 9518
OPEN HOURS:  
Tue-Wed, Fri--Sun 10-7.30; Thu 10 a.m.-10.30 p.m.
TAGS:  
sculpture, installation
COST:  
Tickets for the exhibition "Ideal Standard Forms" and GAM Permanent Collections: full €10, reduced €8, free admission up to 18 years old
> DESCRIPTION

Part of the project ONE TORINO 

A new annual initiative, conceived and produced by Artissima, realised in collaboration with the leading museums and art institutions of the city: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Merz and Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, and a special project at Palazzo Cavour.  

IDEAL STANDARD FORMS
curated by Anna Colin, indipendetnt curator, London, Paris 

Ideal Standard Forms, the project conceived by French curator Anna Colin for GAM project-room, presents works by the English artist Edward Allington (Troutbeck Bridge, Cumbria, 1951), the Argentinian and London-based Pablo Bronstein (Buenos Aires, 1977) and the British  Matthew Darbyshire (Cambridge, 1977).   

Taking visitors on a walk through hyperbolic sculptures and buildings, the exhibition Ideal Standard Forms offers a series of explorative incursions into publicness, citizenship and cultural reproducibility. The three artists, who came into contact for the first time at the Slade School of Fine Art in London in the late ’90s, share a number of formal preoccupations, cultural references and disciplines interests. Their work challenge the language associated with public architecture, sculpture and design, and consider how built environments and artefacts vehicle power relations.   The large-scale installation of Pablo Bronstein entitled Temple of Convenience (2011) suggests a neoclassical public urinal – a luxurious and elegant temple destined for an intimate, yet ordinary activity. Besides satirising the sacrosanct character of Classical architecture, Bronstein’s installation opens up a debate on the role of dirt, privacy and insubordination in the historical and contemporary polis.        

Matthew Darbyshire has produced a new work that engages the themes of public sculpture and industrial reproduction. The artist has selected four sculptures from the GAM collection  – Vinta (1908) by Gaetano Cellini, a 1954 edition of Sculpture de Silence-Corneille by Hans Arp, Living Sculpture (1966) by Marisa Merz, and Leone (1840) by Giuseppe Gaggini – and by using a 3D reconstruction and CNC print has transformed them into generic styrofoam objects. A nude, a lion, a phallus and a spiral now represent a quasi-satirical series of possible works of public art.   

Completing the show are two sculptures of Edward AllingtonThe Victory Boxed (1987), composed of 99 small plaster copies of the Louvre’s Venus of Samothrace, and Unsupported Support (1987), a capital inserted into a wall thereby divesting it of its function as a support.   

While they renounce neither irreverence nor a certain taste for the obscene, all the works on display explore the conventions of architecture and design, and the ambiguous border between public and private space.

ONE TORINO #1 

Palazzo Cavour 
Repertory a cura di Gary Carrion-MurayariCuratore, New Museum of Contemporary Art, New York   


Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea 
Premio illy Present Future 2012
 – Naufus Ramírez-Figueroa, Vanessa Safavi, Santo Tolone a cura di Andrew Berardinicritico e curatore indipendente, Los Angeles Gregor MuirDirettore, ICA Institute of Contemporary Arts, Londra Beatrix RufDirettrice,Kunsthalle Zürich, Zurigo


Fondazione Merz
 

Ways of Working: the Incidental Object a cura di Julieta González,Curatrice Senior, Museo Tamayo Arte Contemporaneo, Città del Messico  

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
 
VEERLE 
a cura di Chris FitzpatrickDirettore, Objectif Exhibitions, Anversa


Rassegna espositiva annuale ideata e prodotta da Artissima in collaborazione con le maggiori istituzioni d’arte contemporanea della città: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Merz e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, e un progetto speciale per Palazzo Cavour. 

IDEAL STANDARD FORMS

a cura di Anna Colin, curatrice indipendente Londra, Parigi 

Ideal Standard Forms
, il progetto concepito dalla francese Anna Colinper la project-room della GAM, mette in dialogo le opere dell’artista inglese Edward Allington (Troutbeck Bridge, Cumbria, 1951), dell’argentino Pablo Bronstein (Buenos Aires, 1977) e del britannico Matthew Darbyshire (Cambridge, 1977). 


Attraverso un percorso monumentale di edifici e sculture iperbolici, la mostra Ideal Standard Forms offre una serie di incursioni esplorative nello spazio pubblico, nel concetto di cittadinanza e in quello di riproducibilità culturale. I tre artisti entrarono per la prima volta in contatto alla Slade School of Fine Art di Londra alla fine degli anni ’90: Allington era, ed è tutt’oggi, professore presso la scuola nel periodo in cui Bronstein and Darbyshire, coetanei, erano studenti. Anche se non hanno mai esposto insieme, i tre artisti condividono da sempre preoccupazioni formali, riferimenti culturali e interessi in diverse discipline. Le loro pratiche esplorano e sfidano il linguaggio associato all’architettura pubblica, alla scultura e al design, e indagano le modalità con cui gli ambienti artificiali e i manufatti interagiscono sulle relazioni. 

Una grande installazione di Pablo Bronstein, dal titolo Temple of Convenience (2011), suggerisce un orinatoio pubblico neo-classico – un tempio lussuoso ed elegante destinato a un’attività intima, riservata, ordinaria. Quasi in contrapposizione con questa maestosa architettura pubblica consacrata all’uso privato, Matthew Darbyshire produce un nuovo lavoro, che si innesta sui temi della scultura pubblica e della riproduzione industriale. L'artista ha selezionato quattro sculture dalla collezione della GAM – Vinta (1908) di Gaetano Cellini, un’edizione del 1954 di Sculpture de Silence-Corneille di Hans Arp, Living Sculpture(1966) di Marisa Merz, e Leone (1840) di Giuseppe Gaggini – e attraverso la ricostruzione 3D e la stampa CNC, le ha trasformate in banali oggetti di polistirolo. Un nudo, un leone, un fallo e una spirale rappresentano ora una serie quasi-satirica di possibili opere d’arte pubblica. 

La mostra è puntellata da due sculture di Edward AllingtonThe Victory Boxed (1987), costituita da 99 piccole copie in gesso della Venere di Samotracia conservata al Louvre, e Unsupported Support(1987), un capitello installato a muro e privato della sua funzione di supporto. Tutte le opere in mostra esplorano, con un registro che non rinuncia all’irriverenza e a un certo gusto per l’osceno, le convenzioni dell’architettura e del design, le relazioni di potere presenti in ogni ambiente artificiale, e il confine ambiguo tra spazio pubblico e privato. Anche la storia occupa un ampio spazio nel campo di riferimenti dei tre artisti, denotando una fascinazione per i segni autentici della democrazia, e costituendo la base per una critica del presente.

ONE TORINO #1 

Palazzo Cavour 
Repertory a cura di Gary Carrion-MurayariCuratore, New Museum of Contemporary Art, New York   


Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea 
Premio illy Present Future 2012
 – Naufus Ramírez-Figueroa, Vanessa Safavi, Santo Tolone a cura di Andrew Berardinicritico e curatore indipendente, Los Angeles Gregor MuirDirettore, ICA Institute of Contemporary Arts, Londra Beatrix RufDirettrice,Kunsthalle Zürich, Zurigo


Fondazione Merz
 

Ways of Working: the Incidental Object a cura di Julieta González,Curatrice Senior, Museo Tamayo Arte Contemporaneo, Città del Messico  

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
 
VEERLE 
a cura di Chris FitzpatrickDirettore, Objectif Exhibitions, Anversa

 


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