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Galleria Continua - San Gimignano

Exhibition Detail
'Paintings with No Texts and I Want Back Home (said the big frog)'
Via del Castello 11
San Gimignano
Italy


March 16th, 2013 - May 4th, 2013
Opening: 
March 16th, 2013 6:00 PM - 12:00 AM
 
Installation View, Nedko SolakovNedko Solakov, Installation View
© Courtesy of the artist & Galleria Continua - San Gimignano
> QUICK FACTS
WEBSITE:  
http://www.galleriacontinua.com
COUNTRY:  
Italy
EMAIL:  
info@galleriacontinua.com
PHONE:  
+39 0577 943134
OPEN HOURS:  
Tuesday to Saturday 2 - 7 pm or by appointment
TAGS:  
installation
> DESCRIPTION

Galleria Continua è lieta di ospitare nuovamente nei suoi spazi di San Gimignano una mostra
personale dell’artista bulgaro, Nedko Solakov.
Al centro del nuovo progetto espositivo: “I Want Back Home (said the big frog)” una complessa
installazione allestita nella platea della galleria e “Paintings with No Texts”, venti grandi quadri
olio su tela, appositamente realizzati per la mostra. Questo nuovo corpus di opere costituisce la
più ampia serie di dipinti mai realizzata dall’artista.
Figura di primo piano della scena artistica internazionale, Nedko Solakov ha saputo sviluppare la
sua opera nell’equilibrio perfetto tra forma e contenuto, tradizione e rottura.
Nel suo lavoro l’artista si avvale di differenti tecniche, caratterizzate da un linguaggio esplicito,
immediato e spesso spiazzante che mette a nudo le convenzioni del vivere quotidiano e riflette sui
nostri meccanismi di pensiero, sul rapporto fra storia personale e collettiva, fra sfera privata e
dimensione sociale, fra realtà e immaginazione. Affascinato sin da bambino dalla favola (e dai
suoi orrori), l’artista si diverte a depistare, deviare, invertire, sovvertire. Solakov ha una naturale
propensione alla fiaba, i suoi disegni raccontano di mondi fantastici e di personaggi che ti
stregano. Di storie cavalleresche e altri sogni - realizzati e non realizzati – racconta “Knights (and
other dreams)”, che l’artista presenta a Kassel in occasione dell’ultima edizione di Documenta. Il
progetto nasce da un video di 4 minuti che l’artista gira nel 2010 durante un incontro con Oleg
Kovachev, l’interprete (allora bambino) di uno dei migliori film bulgari, Il cavaliere senza armatura
(1966). Partendo dalla testimonianza ‘del precedente cavaliere senza armatura’, Nedko Solakov
mette in scena una sorta di suo sogno infantile dove, al desiderio (inventato) di possedere
un’armatura, piuttosto che a quello di pilotare un elicottero telecomandato o di suonare in una
rock band, si affiancano altre storie, le storie di molte persone che, in un modo o in un altro,
possiamo riconoscere come gli eroici cavalieri del nostro tempo.
Quando immaginazione e vita personale dell’artista si accavallano, nascono opere come “I Want
Back Home (said the big frog)”. L’installazione si compone di 14 vetrine e altrettanti video che
attraverso immagini fotografiche, testi, appunti e registrazioni documentano le tappe di un viaggio
durato 14 giorni, quello intrapreso dall’artista per prendere parte a una mostra presso il Rockbund
Art Museum di Shanghai. Avendo paura di volare, Solakov decide di raggiungere la Cina via treno
in compagnia della moglie e di Joji, una rana giocattolo che aveva acquistato qualche anno prima
in un negozio di Chinatown a New York per una delle sue installazioni. Esaudire il desiderio di
Joji ovvero far ritorno alla sua città “natale”, Shanghai per l’appunto, è la motivazione che spinge
l’artista ad affrontare il lungo viaggio. La rana è l’eroe principale dei 14 capitoli che raccontano
questo “ritorno a casa”. La storia si snoda lungo le geografie e le atmosfere dei paesi che la
transiberiana attraversa: Bulgaria, Romania, Moldova, Ucraina, Russia, Mongolia; fino a
raggiungere la Cina. Un viaggio puntellato d’ironia e tristezza che si conclude con la stupefacente
affermazione di Joji, dopo aver girato il mondo: “I want to go back home, to Sofia!”.
La narrazione, cifra stilistica di Solakov, in “Paintings with No Texts” si sviluppa esclusivamente in
forma d’immagine. Potenti, poetici e visionari questi dipinti si sottraggono a qualsiasi forma di
scrittura fatta eccezione per il titolo, riportato sul lato destro di ciascun telaio. “Il fatto che non ci
siano testi sulla superficie dipinta può essere considerato come una sorta di reazione a tutti i testi e
alle narrazioni che ho impiegato nella maggior parte dei miei lavori”, commenta l’artista.
In mostra anche un altro inedito "A Rather Split (visually) Personality", ironico autoritratto
incastonato all’interno di una preziosa cornice dorata appositamente disegnata dall’artista.
Quest’opera mette in evidenza l’inclinazione di Solakov ad unificare e separare le sue molteplici
personalità artistiche - tante quanti sono gli stili rappresentati nell’insolita cornice - sperimentando
forme visive sempre diverse nella determinazione di sfuggire ad un modus operandi
immediatamente riconoscibile. “Oggi, dichiara l’artista, è molto più semplice giocare con la
diversità del mio lavoro. Agli inizi degli anni Novanta la mia produzione veniva reputata troppo
eterogenea per essere ricondotta a un solo artista. Ora questa diversità è stata completamente
accettata e rappresenta un valore aggiunto che rende le mostre personali visivamente accattivanti”.
Nedko Solakov nasce a Tcherven Briag, Bulgaria, nel 1957. Vive a Sofia. Il suo lavoro è stato presentato a Aperto ‘93 (Biennale di Venezia); alla 48°, 49°, 50° e 52° Biennale di Venezia; alla 3°, 4° e 9° Biennale di Istanbul; alla Biennale di São Paulo ‘94; a Manifesta 1, Rotterdam; alla 2° and 4° Biennale di Gwangju; alla 5° Biennale di Lione, a Sonsbeek 9, Arnhem, alla 4° and 5° Biennale di Cetinje e alla prima Biennale di Lodz, alla 7° Biennale di Sharjah, Emirati Arabi, alla 3° Biennale di Tirana, alla 2° Biennale di Siviglia, alla 2° Biennale di Mosca, a Documenta 12; alla 16° Biennale di Sydney, a “Prospect 1”, Biennale di New Orleans, alla Biennale di Singapore, alla XI Biennale di Cuenca, Equador, alla dOCUMENTA (13) e alla prima Triannale di Tbilisi, Georgia. Tra le numerose mostre personali ricordiamo: Museu do Chiado, Lisbona; Stichting De Appel, Amsterdam; CCA Kitakyushu, Giappone; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid; Israel Museum, Gerusalemme; Centre d’Art Santa Monica, Barcelona; Kunsthaus di Zurigo; Castello di Rivoli; Sofia City Art Gallery; Kunstverein di Amsterdam. Nel 2003-2005 un’ampia
retrospettiva "A 12 1/3 (and even more) Year Survey" è stata presentata al Casino Luxembourg, Rooseum Malmoe e O.K Centrum Linz. Nel 2008-2009 il progetto "Emotions" è stato esposto al Kunstmuseum Bonn, Kunstmuseum St. Gallen e Mathildenhoehe, Darmstadt. Tra il 2011 e il 2012 la mostra "All in Order, with Exceptions” è stata presentata alla Ikon Gallery di Birmingham, alla Fondazione Galleria Civica di Trento [All in (My) Order, with Exceptions], allo Stedelijk Museum voor Actuele Kunst / S.M.A.K. di Ghent e al Museu de Arte Contemporanea Serralves di Porto.

Galleria Continua is pleased once again to host a solo exhibition by the Bulgarian artist Nedko
Solakov in its San Gimignano gallery.
At the centre of the new exhibition project is I Want Back Home (said the big frog), a complex
installation set up in the gallery’s stalls area, and Paintings with No Texts, twenty large oil
paintings on canvas, produced especially for the show. This new body of works comprises the
largest series of paintings ever realized by the artist.
A prominent figure on the international art scene, Nedko Solakov has developed his work in a
perfect balance between form and content, tradition and rupture.
The artist employs a range of techniques, characterized by an explicit, immediate and often
disorienting language that lays bare the conventions of everyday life and dwells on our thought
mechanisms and on the relationship between personal and collective history, the private sphere
and the social dimension, reality and imagination. Fascinated since childhood by fairy tales (and
their horrors), the artist enjoys wrong-footing, deviating, inverting and subverting. Solakov has a
natural propensity for the fairy story, and his drawings conjure up fantastic worlds and bewitching
characters that leap out from the sepia and the black and white ink. Knights and other dreams –
realized and unrealized – are the subject of Knights (and other dreams), presented at
dOCUMENTA (13) in Kassel in 2012. The project developed out of a four-minute video shot by
the artist in 2010 during a meeting with Oleg Kovachev, who, as a child, starred in one of
Bulgaria’s best films, Knight Without Armour (1966). Taking the testimony of “the former knight
without armour” as a starting point, Solakov staged a kind of childish dream in which the
(invented) desire to possess a real knight’s suit of armour, rather than to have a small
radio/infrared-control-driven helicopter or to play in a rock band, is accompanied by other stories,
the stories of many people who, in one way or another, we can recognize as the heroic knights of
our times.
The overlapping of the imagination and the personal life of the artist give rise to works like I Want
Back Home (said the big frog). The installation consists of 14 showcases and an equal number of
videos which, through photographic images, texts, notes and recordings, document the 14-day
journey made by the artist in order to take part in an exhibition at the Rockbund Art Museum of
Shanghai. Solakov is afraid of flying, so he decided to travel with his wife to China by train and
with Joji, a toy frog he had bought a few years earlier in a shop in New York’s Chinatown for one
of his installations. The artist’s reason for embarking on the long journey was his wish to fulfil Joji’s
desire to return to his city of “birth” – Shanghai . The frog is the main hero of the 14 chapters
recounting this “return home”. The story winds its way through the geography and atmosphere of
the countries crossed by the Trans-Siberian railway: Bulgaria, Romania, Moldova, Ukraine, Russia,
Mongolia and, finally, China. It is a journey underpinned by irony and sadness, which concludes
with Joji’s amazing declaration, after circling the world: “I want to go back home, to Sofia!”
In Paintings with No Texts, the narration – a characteristic feature of Solakov’s style – is developed
exclusively in the form of images. Powerful, poetic and visionary, the paintings are completely
devoid of any form of writing, with the exception of the title on the right-hand side of each
canvas’s stretcher. “The fact that there are no texts on the painted surface can be regarded as a
kind of reaction to all the texts and narratives I have used in the majority of my works”, comments
the artist.
Also featuring in the show is another new work, A Rather Split (visually) Personality, an ironic selfportrait set within a specially designed, richly gilded frame. This work highlights Solakov’s
inclination to unify and separate his various artistic personalities (as numerous as the styles
represented in the unusual frame), experimenting with different visual forms in an effort to elude
an immediately recognizable modus operandi. “Today”, says the artist, it is much simpler to play
with the diversity of my work. At the beginning of the 1990s, my output was considered too
heterogeneous to be attributed to a single artist. Now this diversity has been completely accepted,
and represents an added value which makes the solo shows visually attractive.”
Nedko Solakov was born in Tcherven Briag, Bulgaria, in 1957. He lives in Sofia. His work has been shown at Aperto ‘93 (Venice Biennale); at the 48th, 49th, 50th and 52nd Venice Biennale; the 3rd, 4th and 9th Istanbul Biennial; the São Paulo Biennial in 1994; Manifesta 1, Rotterdam; the 2nd and 4th Gwangju Biennale; the 5th Lyon Biennale; Sonsbeek 9, Arnhem; the 4th and 5th Cetinje Biennial; the 1st Lodz Biennale; the 7th Sharjah Biennial, Arab Emirates; the 3rd Tirana Biennial; the 2nd Seville Biennial; the 2nd Moscow Biennale; Documenta 12; the 16th Biennale of Sydney; Prospect.1 New Orleans; the Singapore Biennale; the 11th Cuenca Biennial in Ecuador; dOCUMENTA (13) and the 1st Tbilisi Triennial in Georgia. He has had solo shows at the Museu do Chiado, Lisbon; Stichting De Appel, Amsterdam; CCA Kitakyushu, Japan; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid; Israel Museum, Jerusalem; Centre d’Art Santa Monica, Barcelona; Kunsthaus of Zurich; Castello di Rivoli; Sofia City Art Gallery; the Kunstverein in Amsterdam. In 2003–2005 a major retrospective of his work, A 12 1/3 (and even more) Year Survey, was held at the Casino Luxembourg, Rooseum Malmoe and O.K Centrum Linz. In 2008–2009, his Emotions
project was shown at the Kunstmuseum Bonn, Kunstmuseum St. Gallen and Mathildenhoehe, Darmstadt.
Between 2011 and 2012, the exhibition All in Order, with Exceptions toured to the Ikon Gallery in
Birmingham, the Fondazione Galleria Civica in Trento [All in (My) Order, with Exceptions], the Stedelijk Museum voor Actuele Kunst / S.M.A.K. in Ghent and the Museu de Arte Contemporanea Serralves in Porto.


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